REVIEWS/INTERVIEWS FOR "NEUTRALIZED EXISTENCE"

05.12.2012 11:15

TERRORIZER MAGAZINE(U.K.): http://truecultheavymetal.com/blog6.php/2010/07/11/rhys-re-viewz-vol-3-phoenix-uprise-the-hourglass

2009 saw Italy's newest Death Thrashers concoct their debut release 'Neutralized Existence' and with it the leaning tower of Pisa got knocked down by the severe ampage of the guitars, the deep growling and insane drumming, these guys dont run on carbohydrates from their beloved pasta but more from Duracell batteries, endless ferocious striking on the sound waves are just one aspect that this band exhibit during this extravagant display of blood, sweat and Italian wizardry, call it what you want, Land of Hate has just 'Neutralized Existence' forever.

[8] RHYS STEVENSON


SAPELESS ZINE: http://www.shapelesszine.com/recealbum/landofhate-neutralizedexistence.htm

Tornano i Land Of Hate sulle pagine di Shapeless, poco dopo la recensione del loro split a quattro con Zora, Smashhead e Deathcrush. Ed è un ritorno di tutto rispetto. Infatti, il gruppo si presenta con un album fatto e finito, pubblicato dalla Infernal Kaos Production. La copertina verdastra che racchiude il CD inquieta ed intriga allo stesso tempo: in basso vediamo un volto mostruoso, e sul suo capo si intravede un fungo atomico. Il libretto di due pagine contiene tutti i testi, la formazione ed i ringraziamenti. In calce, la frase: "Disorder, aggression, total devastation": una vera e propria dichiarazione di intenti. 
Le registrazioni hanno avuto luogo negli studi Soundfarm di Catanzaro. La formazione che ha inciso il CD vede Marko alla voce, Niko e Saso alle chitarre (il primo si occupa anche degli assoli), Ifilien al basso e Attila alla batteria. 
Si parte con "Claustrophobic": la canzone mette subito tutti a tacere, col suo incedere severo ed oscuro. La qualità di registrazione, ottimale, mette in evidenza da un lato la grande potenza esecutiva dei calabresi, dall'altro rende giustizia al loro suono aggressivo ed ostile. Si tratta di una canzone piuttosto semplice e schietta, che va immediatamente al dunque. La prima parte è prevedibile ma ben fatta. Dopo una pausa, le note del basso danno il via ad un validissimo assolo di chitarra, e ad un crescendo irresistibile. In questa occasione, i Land Of Hate non puntano affatto sulla velocità, ma sul potere evocativo della loro musica. 
"The Torment" è un brano cattivo, che conferma quanto di buono si sia ascoltato nell'opener. Valida la prova del cantante, sempre molto esagitato dietro al microfono. Le chitarre suonano riff ben definiti, ma decisamente marci e striscianti. La sezione ritmica è tesa, ma anche questa volta evita di spingere sull'acceleratore più di tanto. I punti di riferimento stilistici dei nostri si rivolgono al death metal più tradizionale (nello specifico, questa canzone mi ha ricordato qualcosa dei Bolt Thrower), lasciando da parte gli spunti thrash che hanno contraddistinto, e contraddistinguono, il suono del gruppo sino ad oggi. Anche qui buon assolo, un appuntamento immancabile. 
"Murderous State" ci ripresenta il solito campionario di riffoni di chitarra densi e metallici, e le consuete progressioni ritmiche striscianti e mai troppo veloci. Dopo una partenza nella norma, però, "Murderous State" da vita ad alcuni riff molto belli, prima di partire in maniera furiosa, spiazzando così l'ascoltatore, ormai convinto di trovarsi di fronte all'ennesimo mid-tempo. I Land Of Hate dimostrano una grande dimistichezza con la velocità, come già testimoniato in passato, ma in questo caso la canzone gode di un dinamismo incredibile, grazie ai numerosi cambi di tempo, alle accelerazioni ed ai rallentamenti. Un brano da headbanging assassino, tutto da ascoltare! E che tiro, che groove! 
"Minds Devoured", introdotta da voci che urlano "assassini!", racchiude in sè un'urgenza di violenza che ha dell'incredibile. Marko, al microfono, è realmente esasperato; le ritmiche sono convulse e nervose. Anche i vari riff, in continuo passaggio dal legato allo staccato, creano un senso di confusione e di irrequietezza che non può non coinvolgere. Molto trascinante, "Minds Devoured" recupera le influenze thrash tipiche del quintetto, capaci di donare al ritmo un'agilità inconsueta per il death metal. Interessante il rallentamento ed il successivo assolo melodico di chitarra. Diretti e privi di fronzoli particolari, i Land Of Hate si candidano, lavoro dopo lavoro, come una delle realtà estreme più promettenti della nostra penisola. 
Siamo arrivati alla traccia che dà il titolo all'album. I riff di partenza colpiscono subito il segno, ed anche la partenza a razzo, che dà vita ad una cavalcata metallica infernale e fiammeggiante. Anche qui, gli elementi thrash arricchiscono il death metal dei Land Of Hate. "Neutralized Existence" sembra rifarsi, come ispirazione, a certo thrash secondario e "nero" degli anni '80, tradotto però in linguaggio death ed aggiornato al 2000. Bravi come al solito, i cinque musicisti danno prova di carattere ed attitudine. 
"From The Street" segna il ritorno dei nostri in territori più ricchi di groove. La canzone è lenta, ma decisa, ed anche l'alternarsi tra pause ed esplosioni sonore ha la sua importanza. Di facile presa, risulta un po' prevedibile, e potrebbe ricordare nel suo insieme qualcosa dei vecchi Obituary, anche se meno sghembi. Si segnala qualche improvviso cambio di rotta, ma "From The Street" non riesce a decollare, nonostante il ritornello sia di facile presa. 
"In The Hands Of Destruction", aperta da un'introduzione da film horror gotico, ci prende in giro con delle battute lente e melodiche, che presto si trasformano in un assalto rabbioso e velocissimo. Death metal che puzza di zolfo, grondante sangue e nero come la pece. La potenza è devastante, ed è impossibile non apprezzare questa prova del gruppo. La struttura è molto varia ed i riff, sebbene tradizionali, sono legati tra di loro con talento e buon gusto. Valido anche l'assolo atonale che conferma il carattere libero ed ultra-aggressivo di "In The Hands Of Destruction". 
"Extreme Violence", il cui titolo è tutto un programma, azzanna l'ascoltatore alla gola, dilaniandogli la giugulare e facendo scempio del suo corpo. Pur non essendo velocissima, la canzone è suonata a volume altissimo, ed i nostri picchiano sugli strumenti con una foga pazzesca. Probabilmente non si tratta del brano più bello del CD, ma non ci sono dubbi sul suo potere trascinante. Questa è la classica canzone con la quale un gruppo potrebbe chiudere un concerto, in un tripudio di follia. Ed infatti, "Extreme Violence" chiude il CD, tenendo fede al suo titolo. 
Con questo album, i Land Of Hate mettono in mostra un repertorio interessante e variegato, costituito da canzoni di breve durata ma ricche di contenuti. Il loro death metal, sovente spruzzato di thrash, colpisce sempre duro, senza perdersi in fronzoli inutili. Nello spirito e nella pratica, questo death metal è più vicino ai modelli di inizio anni '90 che quello proposto da gruppi più famosi. 
Sebbene i Land Of Hate non siano in possesso di un suono inconfondibile, riescono comunque a convincere grazie ad un'attitudine genuina, ed anche al songwriting sicuro e talentuoso. 
"Neutralized Existence" è, a parer mio, il lavoro più maturo della band. Non si tratta ancora di un lavoro capace di distinguersi dalla massa (mi riferisco alla scena internazionale), ma ha un suo carattere ed è sicuramente degno di interesse. Sarebbe un peccato se questo CD non venisse considerato dagli amanti del death metal. I Land Of Hate, infatti, sono un gruppo rodato e capace, la cui abilità è di alto livello. Ormai i musicisti possono competere nella scena internazionale, dove la concorrenza è più spietata ed impegnativa rispetto a quella limitata alla sola Italia. E' obbligatorio che il gruppo continui in questo suo processo di maturazione e di miglioramento, perchè lavoro dopo lavoro ha sempre messo in mostra dei progressi incoraggianti. Avanti di questo passo, i Land Of Hate potranno sicuramente togliersi molte soddisfazioni. Per ora comunque, apprezziamo la loro musica sostenendoli ed acquistando questo "Neutralized Existence". E' un lavoro appassionato, costituito da un death metal suonato professionalmente e dotato di un'anima, nera ovviamente.
(Hellvis - Agosto 2009) 
Voto: 7.5 

METALLIZED: http://www.metallized.it/recensione.php?id=2944

La confraternita dei Calabresi colpisce ancora.
No, non si tratta di nulla di illegale, ma di pesante si, il fatto è che ultimamente la nostra sezione demo ha ospitato alcuni prodotti che, andando a leggere le varie line-up interessate, possono essere ascritte allo stesso giro di musicisti, e parlo di Uranium 235, A Buried Existence, ed ora Land of Hate.
Di loro possiamo (ri)dire che si tratta di una band in un certo senso fedele alla linea, fedele al verbo primigenio del Thrash nell'impianto musicale, estremizzato da un cantato ferocemente in growl e da numerose e compatte accelerazioni di stampo Death.
In questo senso possiamo senza dubbio citare quali punti di riferimento per il loro operato i vecchi Sepultura, senza tralasciare Sodom e Protector.

La band si è ritagliata nel corso di questi anni di attività una solida reputazione nel settoreunderground, (anche estero), basata su alcune prove quadratissime –da sola od in condominio con altre- che, se escludiamo il primo Total Devastation funestato da una qualità di registrazione pessima, hanno sempre soddisfatto chi li segue dai loro inizi.
Land of Hate trovano ora il modo di proporsi sulla lunga distanza con una prova completa intitolata Neutralized Existence, che non fa che ribadire e consolidare il loro consueto approccio musicale.
Quello che di diverso si può notare è forse una presenza leggermente superiore di mid-times schiacciasassi –ma ovviamente non mancano affatto accelerazioni crudeli – che conferiscono un'aura di solenne potenza al Cd, il tutto unito alle solite tematiche contro lo stato attuale della nostra società.

La voce di Marko Veraldi è cattiva come sempre, la sezione ritmica pesta senza ritegno alcuno gestendo senza problemi sia i momenti più calmi, (si fa per dire, ovviamente), sia quelli più marcatamente Death.
Quello che personalmente cercherei di mettere maggiormente a fuoco sono i soli di chitarra, non brutti, ma talvolta più fumosi che concreti, difetto riscontrabile per altro in parecchie uscite di settore, insomma: per conto mio non basta dare l'idea di un solo e basarsi sulla sensazione finale trasmessa all'ascoltatore, bisogna strutturarlo come architettura poggiante sui pilastri della ritmica, ed in questo senso credo che ci siano ancora ampi margini di miglioramento.

Neutralized Existance -registrato come di consueto presso i Soundform Studio's- si basa semplicemente sulla pura rabbia che viene espressa all'ascoltatore senza mezzi termini, in maniera particolare sono Claustrophobic, Murderous State, Neutralized Existance e Extreme Violence a comunicare maggiormente il mood dell'album, in particolare la prima con il suo incedere roccioso ed i due minuti e mezzo scarsi dell'ultima, una vera mazzata assestata dove è sempre meglio non prenderne.
I Land of Hate si muovono su un territorio scomodo, assolutamente fuori (come per la quasi totalità dei generi metal) dal circuito della normale distribuzione, esclusi dalle consuete forme di pubblicità e parzialmente fuori anche dal nostro giro, legati come sono a schemi che alcuni considerano già da tempo superati. 
Tuttavia la band continua imperterrita a proporre quanto ha da dire mutando ben poco del suo stile, in pratica limitandosi fieramente alla sola naturale maturazione ed all'affinamento generale del songwriting, e per questo vanno rispettati.
Per conto mio credo di aver già espresso la mia posizione su di loro, mi limito ad aggiungere la solita, vecchia, inutile nota circa il disinteresse riscontrato in patria da parte delle etichette nazionali che li ha portati ad ottenere attenzione dall'estero, in questo caso dalla Korea e dal Perù (!), ma state tranquilli, niente invettive, niente lunghi discorsi in merito, mi sono stancato anch'io.



METAL666ZINE(Spagna) :http://www.metal666.org/metal666.htm 
Primer y último hasta la fecha larga duración de la banda italiana de thrash/death Land Of Hate formados en 2006. Producido por la propia banda y Nocturnal Rites Of Black Goat (IKP) y editado por Infernal Kaos Productions. Nada más tener el CD en nuestras manos nos agrada la portada y diseño del trabajo, felicidades a Lilith, Vygrid y Nocturnal Rites Of Black Goat. Ya de puertas adentro, nos topamos con una excelente production, gracias a la cual podemos apreciar dignamente a ésta BRUTAL banda. "Claustrophobic" es el tema que abre el CD y joder! pareciera que llevamos toda la vida escuchando a ésta banda. La voz de Marko (también en A Buried Existence y Uranium 235) posee diferentes tonalidades agudas y graves que hace parecer estar escuchando a dos vocalistas al mismo tiempo, lo que le da un sentimiento demoníaco a éste tema. "The Torment" además de tener una base musical absolutamente demoledora, contiene una composición lírica que cita el miedo, el dolor, el odio y a la desesperación. "Murderous State" recuerda a los mejores Sepultura, pero no copia, lo cual se convierte en un placer. "Minds Devourer" es puro thrash/death, puro estado de opresión, odio, brutalidad e hipocresía. Intenta imaginar todo esto unido a una banda con un par de pelotas y llegarás a Land Of Hate! Sinceramente, no creo que pueda escoger uno ni varios temas favoritos de "Neutralized Existence", ya que en este pedazo de trabajo todo es bueno. No hay trampa ni cartón, no nos han intentado vender la moto de ninguna manera. No tenemos porque quedarnos con la primera mierda que nos quieren vender incluso bandas conocidas habiendo proyectos mucho mejores y fieles a su música ahí fuera para degustar...Otros de los temas que más me han gustado son el agresivo "In The Hand Of Destruction" y el tema que cierra el disco, "Extreme Violence"! No pienso perderles la vista a Land Of Hate y a vosotros más os vale no hacerlo tampoco!


METALDEMONS: http://metaldemons.altervista.org/recensioni/gruppi/landofhate.htm

Land Of Hate sono ormai da considerarsi tra i massimi esponenti della scena estrema calabrese a fronte di una già nutrita discografia (sono attivi solo dal 2005) ed una distribuzione che, a forza di collaborazioni, ha toccato mezzo mondo. Il presente dei Land Of Hate si chiama "Neutralized Existence", quasi un vero e proprio full-lenght di thrash-death furente, teso e dai particolari risvolti rigidi e cadenzati. I miglioramenti sono sempre più evidenti, sia sotto il profilo strettamente compositivo che quello tecnico-esecutivo soprattutto da parte del sempre più bravo singer Marko e della scatenata sezione ritmica. La band sta letteralmente bruciando le tappe e la freschezza di queste songs aggiunta all'impavido piglio da imminente olocausto che marchia a fuoco ogni singola traccia garantisce una qualità musicale superiore alla media. Chitarroni possenti, repentini inserimenti grind e lievi sfumature doom rendono canzoni come "Murderous State", "From the Street", "In the Hands of Destruction", "Extreme Violence" e la stessa title-track capaci di segarti le gambe al primo ascolto grazie anche ad una multiformità che non può più passare inosservata. L'alto livello di scrittura raggiunto e l'inesauribile creatività del gruppo confermano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, le capacità dei Land Of Hate, una piacevole realtà smaniosa di ritagliarsi un ormai legittimo stralcio di celebrità.

Top Song: "From the Street"



ELITARIAN MUSIC: http://www.elitarianmusic.com/

Here is a worthy and honest release from Southern Italy. Land of Hate formed in Catanzaro in 2005, they play a furious, savage and uncompromised hybrid of thrash and death metal inspired by the old school of 80's and 90's and the style at work here is raw and unpolished as one would expect it to be. Nothing innovative or revolutionary, nor even just a pointless rip off, Neutralized Existence is a compelling amalgam of references to bands such as Cancer and early Obituary/Kreator/Sepultura (though Murderous State and Extreme Violencewouldn't have sounded out of place at all on Fear Factory's Soul of a New Machine), with fast and fierce parts balanced with more groove – laden ones. The whole thing is flavoured with a dry and raspy growl, frenzied solos and a thick and harsh production that truly takes you back in the day – simply perfect for the genre at hand. A nostalgic and successful (and so heartfelt it's almost moving) tribute to the sonorities that contributed to keep up the honour of metal during its most shining decades. Support!

Ecco una valida ed onesta release proveniente dall'estremo Sud italiano. I Land of Hate, formatisi a Catanzaro nel 2005, sfoderano un ibrido furioso, selvaggio e senza compromessi di thrash e death metal ispirato dalla vecchia scuola anni '80/'90, e la loro proposta è grezza e diretta come ci si aspetterebbe. Certamente nulla di originale o innovativo, ma nemmeno un plagio fine a sé stesso, Neutralized Existence è un trascinante concentrato di richiami a band come Cancer, primissimi Kreator, Obituary e Sepultura (ma Murderous State ed Extreme Violence non avrebbero sfigurato su Soul of a New Machine dei Fear Factory), con andamenti spediti e veloci alternati a frangenti più cadenzati e pesanti. Il tutto condito da un growl asciutto e graffiante, assoli al fulmicotone ed una produzione che riporta davvero indietro nel tempo, calda, corposa e ruvida, semplicemente perfetta per il genere suonato. Un nostalgico e riuscitissimo (a tratti quasi commovente, da quanto è sincero e sentito) tributo a determinate sonorità che hanno contribuito a tenere alto il nome del metal durante le sue decadi di massimo splendore. Da supportare! 8/10


METAL OF DEATH : http://metalofdeathzine.blogspot.com/2010/01/land-of-hate-neutralized-existence.html

Full-length, Infernal Kaos Production, 2009
Genere: Thrash/Death Metal


La formazione calabrese dei Land Of Hate è ormai una realtà solida, che attendeva solamente di fare il passo consacrativo mettendo alla luce un'opera full.
Dopo aver offerto una buona prova con "Gener(H)ate", che aveva già fatto intuire i potenziali sviluppi e accorgimenti su cui la band stava lavorando, nell'agosto di quest'anno, con l'uscita di "Neutralized Existence", le pecche sono state cancellate trovando una quadratura del cerchio a loro consona.

La proposta non si è spostata dai lidi a cui ci avevano abituato, si parla sempre di un thrash/death roccioso, privo di fronzoli che richiama la scuola dei primi Sepultura come act predominante fra le loro influenze, e che si dimostra personale soprattutto nella prova vocale "incazzata" nel giusto modo del singer Marko Velardi e da pattern di batteria monolitici ben incassati dal drummer Attila.
Il lotto di brani comprende dei piccoli gioiellini come "Murderous State", la title-track "Neutralized Existence" o la violenta conclusiva "Extreme Violence".
La scelta coerente di andare contro il trend del mercato, ormai inondato da produzioni del genere "bionda rifatta", e di avvalersi ancora di Gianluca Molè dietro la consolle (Glacial Fear/A Buried Existence) e i Soundfarm Studio, hanno dato all'album un'identità precisa e volitivamente sincera come del resto è loro consuetudine.

Un lavoro consigliato quindi a chi ama ascoltare metal suonato con devozione e cognizione di causa, no trend, no fashion, no Nuclear Blast!!!

Recensione a cura di: Tomb
Voto: 77/100

STEREOINVADERS: 
http://www.stereoinvaders.com/index.php?option=com_content&view=article&catid=1:cd&id=2817:land-of-hate-neutralized-existence&Itemid=16

Tanto, tantissimo Death metal, di quello corrosivamente Old school e che va ad attingere a piene mani nel Thrash prima maniera. Questa la semplicissima ricetta dei Land Of Hate, project nato nel 2006 e con all'attivo vari EP e Demo. Non esistono compromessi o mezze misure, un sound marcio fino al midollo e che trasuda di quell' aggressività e cattiveria che solo un'antica creatura può evocare. Disagio ed insofferenza diventano il denominatore comune di "Neutralized Existence", ossessione che pian piano ci corrode; impotenti sbraitiamo verso un muro che laceriamo con le mani. Arti sanguinanti non ci aiutano più a capire e comprendere, non sentiamo più nulla, il dolore ha inibito ogni sensibilità al tatto, ogni sentimento al cuore. Non mancano i taglienti assoli di chitarra, marchio di fabbrica di ottantiana memoria e che da essa ha anche ereditato l'inferma fantasia. Il cantato è penetrante, inveterato ed istintivamente selvaggio. Le pause e le melodie non sono altro che un crudele gioco, una tortura a cui si chiede pietà, efferatezza che viene implorata per lenire uno strazio ormai insostenibile. Manca un pizzico di personalità; se dovesse arrivare la band potrà spiccare il volo tra l'olimpo della scena estrema, non abbiamo dubbio alcuno. Ancora un passo ragazzi, il traguardo è vicino, avanti così!





ARISTOCRAZIA WEB ZINE: http://aristocraziawebzine.blogspot.com/2009/12/land-of-hate-neutralized-existence.html

Continua la folle corsa della formazione calabrese mai doma dopo lo split "4 Way To Scream Your Hate" sempre di quest'anno rilascia finalmente l'atteso debut "Neutralized Existence".
Le coordinate sonore sono quelle ormai conosciute, un thrash/death che fa della carica e dell'impatto le due doti principali, nessun tipo di ricercatezza, insomma una bella botta d'adrenalina.
Disco concentrato anche nella durata visto che il tutto si svolge in quasi trenta minuti scanditi da riff spaccaossa e buone soluzioni solistiche (alle volte poco efficaci però) che coinvolgono l'ascoltatore.
I ragazzi continuano il loro percorso non tradendo le aspettative, picchiando come forsennati e lasciando a Marco il compito di "accarezzare" i nostri timpani con la sua solita veemenza.
Ci sono 3-4 tracce che si assestano come hit vere e proprie all'interno di questo "Neutralized Existence" inziando dall'opener "Claustrophobic" passando per "Murderous State" sino ad arrivare alla conclusiva "Extreme Violence", quello che mi chiedo è perchè una realtà simile debba trovare una label del Perù a produrla?
L'unica risposta sta nella coerenza e sound della band, lasciano che sia il tempo a dare risultati e ad evidenziarne la maturazione senza vendersi al miglior offerente proponendo uno stile che ormai è relegato ad una schiera d'appassionati.
Chi conosce già il loro sound non verrà deluso da questo primo capitolo in forma lunga anzi ne troverà spunto per seguirne le vicissitudini future, chi non avesse mai avuto il piacere d'incontrarli sulla sua strada avrà di fronte una formazione genuina e incazzata come poche, non vi resta che ascoltare e...headbanging!!!



METALWAVE: http://www.metalwave.it/viewrece.php?id=2189

Quando mi imbatto nell'ascolto di una band Thrash-Death moderna subito mi domando quale tipo di produzione cristallina possa avere e quale e quanto "sound diretto" contenga, oltre che naturalmente la loro credibilità. Il 70% delle volte trovo spazzatura da cestinare nell'immediato momento successivo all'ascolto, ma quel poco di 30% che mi si presenta a volte spesso determina una speranza, piccola, timida e lieve ma pur sempre una speranza!
In quel 30% fa il suo ingresso "Neutralized Existence" dei nostrani Land Of Hate, band che non è esattamente alla prima release, anzi, ne ha viste parecchie finora sia sul palco che fuori e di fatti dopo un paio di meritati ascolti ho raggiunto il mio più che discreto verdetto.

Che sappiano suonare è cosa indiscussa (anche buona e giusta già che ci stiamo) e l'esposizione dei pezzi, benchè non eccessivamente originali, è più che buona. L'ascolto scorre via in quei 28 minuti di minutaggio che è una bellezza e si sente la voglia di tornare indietro oppure impostare il "repeat all".
Una furia violenta e rabbiosa abbraccia la musica dei nostri che si presenta come un muro di mattoni diretto in faccia. Urli strazianti, drumming preciso senza esser per forza monotono e schitarrate degne del miglior genere ci tengono compagnia facendoci anche riflettere sulla società di oggi. Non un disco politico ma un disco reale, come pochi ce ne sono.
Consigliato a tutti gli amanti del metal estremo serio, prodotto in modo non del tutto pulito e ricco di energia. Ottimo lavoro guys! 


TRUE METAL: http://truemetal.it/reviews.php?op=albumreview&id=8273
 

Sedetevi. Aggrappatevi a qualsiasi cosa. Una volta schiacciato il famigerato tasto play, sarete pervasi da rabbia inaudita. Neutralized Existence dei Land of Hate si rivela un passo avanti dall'ultimo apprezzato MCD Gener(h)ate. Il gruppo dimostra di aver maturato appieno le idee musicali, tracciando una linea guida precisa e mantenendo salde le caratteristiche peculiari dei precedenti lavori, ma incattivendosi ancor di più. E non era cosa semplice.

Parliamo di una band nostrana, che risiede in una delle regioni dove il disagio sociale si vive sulla pelle, in prima persona e tutti i giorni: Calabria. Ed è facile capire da dove i Land of Hateattingano idee nervose e irascibili, tirando "pietrate" disumane verso tutto e tutti. Netraulized Existence si tatua addosso un piacevole gusto retrò di sano thrash anni 80, grezzo, lineare, senza metter freno a parti death decisamente sfiziose. Un mix dosato e perfido che offre dinamismo all'esecuzione, favorendone un piacevole ascolto. Parti ossessive e lente creano una falsa quiete che puntualmente trova sfogo in parti di delirio virtuosistico, dove la batteria sostanziosa e lineare di Attila detta tempi rapidissimi in maniera fluida, in piena sintonia con il cantato di Marko Veraldi. Il brano Murderos State dimostra in tutto e per tutto quanto detto sopra: intro lento e opprimente che esplode in repentine accelerazioni di violenza gratuita. L'autorevolezza vocale agevola molto questi passaggi immediati di matrice death; voce che col passare degli anni matura e impressiona sempre più con un growl secco e viscerale che lascia francamente uscire collera e disagio, sposandosi perfettamente con l'andamento dei pezzi. Ciò che piacevolmente impressiona è l'esecuzione che si svolge in maniera spontanea, senza forzare l'andamento musicale e non lasciando nulla al caso. Altri brani in risalto, che non screditano assolutamente gli altri, sono From the Street - che entra in testa con disarmante facilità grazie a un riff assiduo e ben studiato - Mind Devourer eClaustrophobic, due pezzi da pogo assassino.

Bel lavoro per i calabresi Land of Hate, prodotto dalla coreana Infernal Chaos e registrato presso i Soundform Studio's. Nel complesso picchiano veramente duro, evitando banalità nella struttura dei pezzi. Nulla da eccepire, se non in prospettiva futura: gli assoli di chitarra, pur originali, mostrano grosse potenzialità senza però spiccare il volo verso un'identità precisa.

ITALIA DI METALLO: http://www.italiadimetallo.it/recensioni/1420/land-of-hate/neutralized-existence 

voto: 7.5/10

I Land Of Hate si formano in quel di Catanzaro nel 2005, e nel giro di pochi anni approdano sul mercato discografico con due EP e due split cd, di cui uno live (entrambi in collaborazione con gli Zora). Il traguardo del primo full lenght viene tagliato con 'Neutralized existence', dato alla vita nel 2009: otto brani, per all'incirca una mezz'ora di musica feroce e rabbiosa.
La proposta dei Land Of Hate consiste un un'esplosiva miscela di thrash e death metal, di impostazione abbastanza classica ma marchiata da suoni più corposi e aggressivi, con voce che si divide tra le due principali correnti dello sporco, vale a dire scream (non quello tradizionale black metal, intendiamoci) e growl. È proprio su quest'alternanza che si giocano in primis le sorti del prodotto: mentre le linee tendenti allo scream emergono sempre adatte al contesto, e comunicano quel pizzico di violenza in più, altrettanto non si può dire per quanto riguarda i momenti più gutturali (fortunatamente presenti in misura decisamente minore), che spesso appaiono piatti e privi di personalità, risultando così un poco forzati.
Il resto va bene, tutto è al proprio posto: la sezione ritmica pesta sodo, e fornisce un valido supporto ai riff di chitarra, sempre marci e coinvolgenti, globalmente più orientati verso una trascinata pesantezza che non alla velocità pura (si senta ad esempio l'opener Claustrophobic, molto riconducibile allo stile degli Obituary per quanto riguarda l'architettura dei riffs e dei cambi di tempo).
Nel complesso tutti i brani convincono e trascinano, sia nelle fasi più sporche e rallentate che in quelle più furiose e tirate; la lunghezza non è mai eccessiva (nemmeno quella degli assoli) e questo fa si che l'ascolto di 'Neutralized Existence' scorra piacevole e non annoi.
Un brano che emerge fin da subito è 'In the hands of destruction': tra parti cadenzate degne del miglior headbanging e pure sfuriate da pogo, è lecito prevedere che dal vivo farà scintille. Volendo citare altri brani, potrei fare il nome di 'Minds Devourer', col suo breve intermezzo mosh, o magari della title track, breve, violenta ed incisiva; ma la verità è che a conti fatti non c'è un pezzo particolarmente più riuscito: la qualità dei 'Neutralized Existence' è molto omogenea.
Insomma, i Land Of Hate sono riusciti a dare vita ad un buon lavoro, nonostante la situazione un po' stagnante del panorama odierno. Che aspettate a dargli un ascolto?




(per leggere la seguente recensione copiare e inserire il link nel vostro browser)


FOGGIA MUSIC: http://foggiamusicweb.blogspot.com/2009/07/land-of-hate-neutralized-existence.html 
 

Finalmente ritornano i calabresi Land Of Hate,un ritorno da me tanto atteso addirittura con il primo full album Neutralized Existence,un cd che sicuramente rimarrà nel mio lettore per parecchio tenmpo in quanto da anni seguo questa band e sinceramente non mi ha mai deluso,come anche in questo caso...

Per un amante del Thrash/Death Metal di vecchia scuola come me,finalmente un disco ultragrezzo,suonato alla perfezione da mister Marko e soci,dove i riffs marcissimi,cadenzati a volte,veloci in altri casi richiamano alla mente sonorità accostabili al Death americano e anche a quello svedese di scuola Unleashed.

Brani come"Claustrophobic","The Torment"e"Murderous State"rispettivamente nell'ordine le prime tre,sono una vera mazzata nei coglioni e mi dispiace vedere che una band come loro,forse snobbata dalle label italiane(per via del genere?)non trovino una casa discografica paesana che possa produrli,preferendo bands che registrano cd superprodotti e poi dal vivo rendono neanche la metà.

I Land Of Hate continuano nella loro causa senza cadere nel tranello commercializzazione e di questo sono contentissimo e a dimostrazione ascoltatevi la titletrack"Neutralized Existence"che in poco meno di due minuti e mezzo spacca il culo e quando dico spacca,spaccaaaaaa!

La sezione ritmica è da brividi,cosi'come i suoni di chitarra e come sempre la voce di Marko che migliora col passare del tempo,cattiva e marcia come ben pochi.

Fare un complimento generale alla band è poca cosa,dovete assolutamente procurarvi questo album e ascoltarlo fino alla nausea,e in caso la nausea non vi viene allora avevo ragione io:MICIDIALI!

METAL ITALIA: http://www.metalitalia.com/cds/view.php?cd_pk=8601

I calabresi Land Of Hate sono l'ennesimo buon gruppo in cui milita Marko Veraldi, ottimo singer che alcuni di voi avranno già sentito nei suoi due altri progetti Uranium 235 e A Buried Existence. Gruppi che sono piuttosto diversi tra loro, come lo stesso cantato nei Land Of Hate, più aggressivo e arrabbiato poiché è il genere suonato dalla band a suggerirlo. Gli uranium 235 sono autori di un thrash tecnico, mentre gli A Buried Existence fanno death metal, ma è un death metal piuttosto diverso da quello proposto dai Land Of Hate in "Neutralized Existence". Qui ritroviamo diverse influenze thrash metal, dal sound agli assoli di chitarra ad una certa scelta nella struttura dei brani. Le ritmiche, invece, piuttosto pesanti e ossessive, sono di natura death metal, sviluppato ai minimi livelli, nel senso che la band sembra scegliere una traccia minimale e semplice. Tanto basta ai nostri per dimostrarsi potenti e incisivi, anche se qualche parte più veloce ed estrema avrebbe fatto un'ottima figura all'interno di questo album. Evidentemente la band si sente più sicura sui mid tempo, anche se le accelerazioni non mancano come in "Murderous State". Un ottimo esempio di come i Land Of hate riescano a combinare thrash e death metal è proprio la titletrack, brano ricco di spunti e assai dinamico. L'appunto che si può fare a questa band è che su questa release forse ci sono alcuni brani che sono stati lasciati ad un livello troppo 'primordiale', quando invece ci si poteva lavorare sopra ancora un po', come è stato fatto nella titletrack, appunto. Arricchendo ulteriormente la proposta anche i Land Of Hate faranno parte a buon diritto dei gruppi thrash/death metal migliori della penisola. In soli quattro anni di vita la band non è stata di certo a guardare, ed essendo molto prolifica a breve ci aspettiamo una nuova, definitiva conferma.





WAY TO ROCK: http://www.waytorock.it/index.php/album/70-land-of-hate-neutralized-existence.html

Non c'è che dire, questo full lenght dei massicci Land Of Hateintitolato "Neutralized Existence" è un piccolo gioiello. Cominciamo col dire che il disco ha sonorità thrash in stileKreator e sonorità death metal che ricordano tanto i Masterdel leggendario Paul Speckmann.

"Neutralized Existance" è un disco lavorato davvero bene: ottimi i riff e strabilianti gli assoli, la tecnica adoperata per questo platter è veramente notevole, il sound è in complesso ben curato e trattato nei minimi dettagli, stessa cosa vale per l'artwork: intrigante e suggestivo.

Le canzoni che consiglio di ascoltare, sono anzitutto: l'opener, ovvero "Claustrophobic" e "From The Street", queste sono a mio parere le tracce più tecniche e presentano riff eseguiti in maniera più lodevole. Altra bellissima canzone è la titletrack: in questa è possibile notare sia l'affinità con i Kreator che quella con i Master.

Ho apprezzato sin dal primo ascolto questo disco: non ci sono sbavature nel sound, la ripetitività tra le tracce è minima, iLand Of Hate hanno le potenzialità per sfondare.

"Neutralized Existance" è un album che va ascoltato tutto ad un fiato: è forte, adrenalinico e violento, sono sicuro che farà felice molti ascoltatori.

 


ALONE MUSIC: http://www.alonemusic.it/recensionemergente.php?id=1005

Dalla Calabria si leva un urlo di rabbia, la medesima rabbia che con GenerHate ci aveva portati in quel turbinio di Death misto al Brutal targato Land Of Hate. Ma ora è la volta del secondo lavoro per il combo nostrano, presentandoci Neutralized Existence.

Potenza devastante viene scaraventata tramite asce distorte al massimo ed il growl ancor più cupo di Marko, che sposta i registri della band verso un sound molto più brutal del precedente. L'album prende vita con Claustrophobic, dove il martellante battito di Attilaprende già posizione pronto alla devastazione. Della stessa potenza è The Torment, in cui le sei corde di Niko e Saso spalleggiate dal basso di Ifilien scaraventano con inaudita ferocia solo e accordi penetranti e incatenano l'ascoltatore alla track, per non parlare di Morderous State, dal sound spettrale, pura ribellione verso il sistema, note che prendono forma e come aghi affilati penetrano l'udito e infondono la medesima rabbia nelle vene. Le tracks scorrono fluide senza mai tediare, questa è la peculiarità del sound dei Land Of Hate, forte e devastante. Si passa a Minds Devoured, urla, vociare intenso, dolore, rabbia, potenza…a seguire la titletrack Neutralized Existance, riff iniziale perfetto, sintesi ed essenza dell'album, rude e tecnico allo stesso tempo, il marchio di fabbrica Land Of Hate. Massacrante è From The Street, l'odio, la ribellione che ribolle internamente sono palpabili. Rintocchi di campane, passi lenti e cadenzati, urla di dolore introducono In The Hands Of Destruction, riff e solo di ascia inchiodano l'ascoltatore e lo inondano di collera, non c'è scampo alla loro potenza, neanche di fronte ad Extreme Violence, track di chiusura di Neutralized Existence, brutale, violenta davvero, senza controllo, perfetta.
Sentivamo il bisogno di un nuovo album dei Land Of Hate perché dopo GenerHate serviva un'altra decisa e potente scarica di sano Death dal nostro Sud Italia. Complimenti.


AUDIODROME: http://www.audiodrome.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=5073

 

I Land Of Hate vengono da Catanzaro e sono attivi dal 2005, anno in cui esce anche l'ep Total Devastation, cui seguono uno split con gli Zora, il MCD Gener(h)ate e uno split a quattro con Zora, Deathcrush e Smashhead.

Oggi la formazione torna sulle scene con un lavoro registrato presso i Soundfarm Studio e continua la propria marcia grazie a otto tracce di pesantissimo e violento thrash/death, accompagnato dall'attitudine antagonista rispetto alla società moderna e ai suoi perversi meccanismi. Ciò che colpisce nei Land Of hate, così come nelle formazioni cugine Uranium 235 e A Buried Existence (di cui ci siamo occupati in passato) è la mancanza di pose o artifici stilistici, cui si sostituisce un ritorno allo spirito delle origini tanto da un punto di vista ideologico quanto stilistico. Gli autori di Neutralized Existstence non cercano di scoprire nuove strade, non vogliono imporsi ad un pubblico alla caccia di nuovi trend da seguire, soprattutto non si pongono come obbiettivo primario la produzione della classica hit da lanciare sul mercato. Al contrario, la formazione si scaglia proprio contro il concetto di musica come prodotto e dell'ascoltatore come acquirente, la sua è rabbia come unica risposta possibile ad uno status quo inaccettabile. Il linguaggio di questa rivolta è una musica lontana dai riflettori, un anti-prodotto in quanto nasce al di fuori di ogni appeal commerciale: è un modo di comunicare sorpassato, perché privo di qualsiasi caratteristica richiesta dal mercato odierno, è musica fiera nel suo stretto legame con le proprie origini e il proprio valore di "sferzata" all'esistenza neutralizzata della massa. Del resto, basta guardarsi indietro e si scoprirà che questo era proprio lo spirito originario del thrash, la sua natura "contro" che finì inevitabilmente per flirtare con la scena hardcore e vide nell'incredibile Recognize No Authority dei losangelini Détente uno dei suoi momenti più alti. I Land Of Hate, che quello spirito fanno proprio e su cui innestano la furia iconoclasta del death più feroce, sembrano destinati in partenza ad assumere le vesti dei perfetti outsider, il che non è detto sia per forza un difetto, soprattutto se non punti a diventare il prossimo anello della catena. Contro i mulini a vento, ma con stile!


DEBASER: http://debaser.it/recensionidb/ID_28358/Land_Of_Hate_Neutralized_Existence.htm

Aspettavo questa release dei calabresi Land Of Hate con una certa curiosità.

La band in questione, attiva ormai da un pò di anni, si è costruita una discreta reputazione nell'underground sia Italiano che Estero grazie ad una massiccia attività live che li ha portati a solcare i palchi di tutta Italia, ma anche grazie ad una serie di release, split cd e apparizioni varie in compilation sia Italiane che Estere.

"Neutralized Existence" è il titolo del full lenght che mi appresto a recensire, L'album in questione è prodotto da una label Coreana, tale Infernal Kaos Productions in concomitanza di altre label straniere, cito la Gate Of Horror e la Fistbang Records.

Il genere musicale proposto dai Nostri è un thrash death metal di chiara matrice ottantiana/primi anni novanta, per rendere meglio l'idea posso tranquillamente affermare che il loro genere musicale percorre la scia dei vari Protector, Sepultura degli anni d'oro, in alcuni frangenti riportano alla mente anche i Master e tutta la miriade di band che hanno fatto grande la scena old school.

Il disco parte con "Claustrophobic", ciò che percepisco subito è che la produzione è ottimasuoni scanditi e potenti, noto anche una leggera variante nella band rispetto ai lavori precedenti, in un certo senso si sono ancor più estremizzati e i passaggi risultano più articolati rispetto alla prova ascoltata sul loro precedente mini cd, da brivido l'accelerazione presente nella parte centrale del pezzo, trasuda rabbia da tutti i pori.

Si prosegue con "The Torment", song caratterizzata da numerose variazioni di tempo con l'energica batteria a farla da padrona, ottima la prestazione dei singoli musicisti e pregevole l'assolo di chitarra presente a metà pezzo, molto claustrophobico come la vecchia scuola Slayeriana insegna.

"Murderous State" e "Minds Devourer" proseguono sulla scia dei primi due brani, ciò che risalta all'orecchio è la componente doom presente nelle songs, un marchio di fabbrica riconoscibilissimo in casa Land Of Hate che conferisce al cd un alone misterioso ed oscuro dove a farla da padrone sono quasi sempre le urla lancinanti ed evil del vocalist Marko.

Siamo giunti ora ad analizzare la title track, questa è la traccia che meno mi convince, sarà per il mio non amare l'hardcore in generale e la song in questione è piena zeppa di influenze HCdella vecchia scuola, è un pezzo tiratissimo sui due minuti di durata circa, mi riporta alla mente i Sodom del periodo "Fuck Police" tanto per rendere l'idea, impressionante il lavoro svolto dalla sezione ritmica.

Con "From The Street" la Terra Dell'Odio molla un pò l'acceleratore, si tratta di un pezzo molto cadenzato, si fa viva la componente di stampo death made in Florida, un macigno incui la voce del vocalist si fà ancora più esasperata e lancinante, una song che non mancherà di mietere vittime in sede live.

Un intro da cinema horror ci proietta nel prossimo pezzo, campane, temporali e urla anticipano "In The Hands Of Destruction", la formula non cambia, thrash death sparato a mille con inserti doom davvero da brividi.

L'album si conclude con "Extreme Violence", una delle canzoni più violente del lotto nella quale i Nostri pigiano ancora di più il piede sull'acceleratore inserendo anche qualche blast and beat qua e là.

In conclusione posso affermare che la band in questione sà il fatto suo, le loro canzoni trasudano rabbia, sembrano usciti direttamente dalla fine degli anni ottanta, attitudine perfetta per il genere che propongono, se amate le vecchie sonorità e siete tra i true metallers convinti che il miglior metal sia uscito negli anni sopracitati, fate vostro questo cd, potreste amarlo fino alla nausea, in caso contrario stategli molto lontano, non troverete nulla di innovativo.

Amen.




METAL-EMPIRE:http://www.metal-empire.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=1425

Primo album per i catanzaresi Land of Hate che, dopo il fortunato demo Gener(H)ate ed un paio di split, arrivano dunque alla pubblicazione su lunga distnza, grazie all'apporto della coreana Infernal Kaos Production (per Asia, Sud America ed Est Europa) e Goro Records (per l'Italia). 
Neutralized Existence segna un importantissimo passo avanti per la band capitanata da Marco Veraldi (che ricordo essere singer anche di Uranium 235 e A Buried Existence). Il sound dei Land of Hate diviene, rispetto al passato, tanto più brutale, quanto ragionato. Ne è un esempio la traccia che apre il cd, Claustrophobic, il cui violento incedere appare comunque come qualcosa scaturito da un lavoro certosino, e non dall'istinto puro: basta ascoltarne la parte finale. Ciò che è dettato dalla prima traccia, viene prontamente seguito dal resto dell'album: titoli come The Torment, Murderous State ed Extreme Violence tengono fede al nome, e possono bene far intendere quale sia il motivo principale di questo platter.
Un vero piacere, per me, constatare quali e quanti passi in avanti abbia fatto questa band. Se avete avuto modo di ascoltarli in passato ed avete apprezzato le loro doti, sono certo che adorerete Neutralized Existence.

MUSIC-BOOM:http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20090704184418

 

Dopo il buon demo "Gener(h)ate", il quintetto calabrese torna a mietere vittime. Squadra che vince non si cambia: se non erro, è esattamente dalla data della loro formazione che non si vedono cambiamenti (2006), e intanto col passare del tempo la band ha irrobustito ulteriormente il proprio sound.

Death metal, hardcore, leggeri tocchi thrash, che ben si sposano con le urla sguaiate di Marco Veraldi, impegnatissimo tra l'altro con altre bands (Uranium 235 e A Buried Existence). Per chi cerca, quindi, un bel disco di musica senza fronzoli, pregno di violenza, questo fa al caso vostro! "Neutralized Existence" si dirama per otto brani, per la durata totale di 28 minuti circa.

Non solo grida puramente hardcore, ma anche assalti in gutturale, e trame percussive graffianti quanto basti. La sezione ritmica fa sfaceli, le percussioni sono molto ossessive, soprattutto in brani come "Minds Devourer" e le più Slayeriane "Extreme Violence" o la titletrack. Non mancano cavalcate tipiche del genere, come "The Torment", o brani in cui la band ha preferito lasciare per qualche minuto il piede lontano dall'acceleratore ("From The Street").

Ottima prova…attendo con ansia ancora nuove releases…

 

UNDERGROUND-ZINE:http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendId=454663292&blogId=501831725

Con barbara violenza i Land of Hate si presentano con questo album, dopo averli precedentemente recensiti nello split cd "4ways to scream your hate". Da Catanzaro, i ragazzi pestano, ma non con furia cieca, la loro è una furia ben mirata e, da bravi songwriters, sanno quando lanciarsi all'arma bianca con parti velocissime, e quando proporre ritmi più cadenzati, puntando più sulla pesantezza. Loro sono la risposta calabrese al death metal dei Morbid Angel. Bisogna dire che negli ultimi anni Catanzaro e dintorni sta facendo uscire ottime band, mettendosi in evidenza come una delle scene più interessanti e prolifiche di tutto il sud Italia, un vero e proprio punto di riferimento per la suddetta area. Complimenti quindi, a questi ragazzi e alla scena Catanzarese, avanti così!

 
BIGBANG WEBZINE: http://www.facebook.com/#!/note.php?note_id=179405648740217&id=100001833106188
 
L'underground moderno sotto certi aspetti si pone quasi più "fighettino" per quanto riguarda la gestione dell'immagine, band, live, cd. Quasi a voler raggiungere invano l'indiscutibile "qualità" delle major più attrezzate soprattutto più "finanziate".Per questo motivo mi pongo spesso il quesito "ma dov'è finita l'onestà? che fine ha fatto quel sound marcio e grezzo di cui la musica heavy (HC, METAL ECC) c'ha abituato fin dall'esordio?"La risposta a questa domanda riescono in ormai pochi a darmela e i Land Of Hate sono una di queste.Nati nel 2005 a Catanzaro, la band si pone da subito un solo obiettivo ossìa quello di dare libero sfogo all’opposizione nei confronti del sistema sociale moderno, scagliandosi contro di esso, con violenza e rabbia. Il loro sound è un Thrash/Death grezzo e senza compromessi con qualche piccola sfumatura Doom Metal.Con una molteplicità di EP alle spalle, la band riesce a portare il proprio "odio" all'estero attraverso il classico e "genuino" passaparola multimediale facendo sì che la loro musica arrivasse in paesi esteri come Polonia, Filippine, Russia, Brasile e Germania oltre che ovviamente in Italia."Neutralized Existence" è il titolo della loro ultima fatica, un album composto da 8 pezzi di pura violenza grezza, diretta, pesante e veloce.Registrato nei Soundfarm Studios di Catanzaro, "Neutralized" viene distribuito dall' Infernal Kaos Productions per l' Asia, Sud America e l'Est Europa e dalla Goro Records per quando riguarda l'Italia.Il disco scorre alla velocità della luce, con il classico e tanto amato "tupatupa" che ogni metallaro ama alla follia e da chitarre che possono essere paragonate a vere e proprie motoseghe alla massima velocità!!La voce di Marko è un autentica furia e i suoi scream sono un perfetto compromesso tra Black Metal e Hardcore Voices.Il risultato finale per chi s'imbatte in "Neutralized Existence" è quello di un disco potente, grezzo, sparato all'ennesima potenza come una macchina da corsa senza freni, energico e soprattutto scorrevole grazie alla semplicità delle strutture d'ogni brano.L'unico consiglio che mi permetto di fare alla band è quello di proporre delle copertine più concerne al 2010 e di piantarla con figure demoniache, mostri sbudellati ed esplosioni atomiche, arrivando quindi ad un compromesso unico ma necessario se si vuole far parte del "Metal Game", stando al passo coi tempi, proponendo immagini che dìano qualcosa di concreto al fan soprattutto se la band ha dichiaratamente ammesso di anteporsi al sistema sociale "MODERNO".Per tutto il resto, il sound seppur troppo grezzo per i miei gusti, va tuttavia benissimo così, spingendo paradossalmente di più rendendo sonoricamente "Neutralized Existence" un disco diretto e sincero (qualità ormai estinta per il 90% delle band mondiali più dedite al trucco e parrucco che alla musica).
 
CALABRIA SOUND ROCK: http://www.calabriasoundsrock.com/csr/index.php?option=com_content&view=article&id=56%3Aland-of-hate-neutralized-existence&catid=34%3Arecensioni&Itemid=54
 
Nella scena Metal Calabrese i Land of Hate hanno bisogno di poche presentazioni, da quando nascono a Catanzaro nel 2005 infatti, si sono subito imposti come una delle migliori realtà del genere nella nostra regione e non solo.
La band si fa conoscere subito con il primo album Gener(h)ate, per il suo Death Metal crudo e potente, con i potenti Riff che ricordano il Death Metal degli inizi anni 90 con pochi fronzoli e tanta potenza.
E infatti anche il nuovo album “Neutralize Existence” che andiamo a recensire oggi non differisce dalle caratteristiche che la band Catanzarese guidata dal frontman Marco “Mark” Veraldi ci ha fatto conoscere in questi anni.
L’album parte subito forte, con il pezzo introduttivo “Claustrophobic”, che con la sua atmosfera ci fa capire subito cosa stiamo ascoltando.
L’intro si lega in modo eccellente con il secondo brano “The Torment”, un pezzo veloce in linea con i canoni del genere, ma il bello arriva con “Morderous State” e “Devourer” due pezzi dalla potenza inaudita, con un gran lavoro vocale e ritmico, la chitarra che passa da riff potenti e taglienti ad assoli ben architettati e veloci, c’è poco da dire se non che i due brani valgono da soli l’ascolto dell’album.
Poi si arriva alla Title Track, “Neutralized Existence”, un altro pezzo riuscitissimo che si differenzia dagli altri per i cambi di tempo numerosi dove si alternano con splendida alchimia ritmiche Black Metal con l’uso dei Blast Beat della batteria, a sezioni che ricordano molto il Groove Metal dei Pantera.
Poi arriva il sesto pezzo, “From The Streets” che seppure è un buon pezzo non riesce ad eccellere come i tre precedenti.
Con il settimo brano “In The Hands Of Destruction” invece si torna di nuovo a livelli altissimi come qualità compositiva, la traccia si apre con il bellissimo intro che regala un’atmosfera “macabra” e “malsana”, poi si fa notare per i cambi di ritmo, la potenza e lo splendido assolo di chitarra.
Si arriva all’ultimo pezzo che come il titolo fa intuire “Extreme Violence” si presenta come una traccia molto potente e veloce, con ritmi Black Metal ed un’ottima interpretazione vocale.
Infine che dire, è un album più che ottimo, coronato da un’ottima produzione che lo attesta nella sua interezza su livelli altissimi.
Per gli amanti del genere è da ascoltare e tenere a vita nei vostri Ipod.
 
 
 
 
 
U.K.ZINE: http://truecultheavymetal.com/blog6.php/2010/07/30/rhys-re-viewz-vol-3-phoenix-uprise-the-hourglass-saifa-sight-of-emptiness-eciton-zyanide-hatred-angel-soul-devour-black-angel-adokhsiny-land-of-hate
 
LAND OF HATE
'Neutralized Existence'
INFERNAL KAOS
2009 saw Italy's newest Death Thrashers concoct their debut release 'Neutralized Existence' and with it the leaning tower of Pisa got knocked down by the severe ampage of the guitars, the deep growling and insane drumming, these guys dont run on carbohydrates from their beloved pasta but more from Duracell batteries, endless ferocious striking on the sound waves are just one aspect that this band exhibit during this extravagant display of blood, sweat and Italian wizardry, call it what you want, Land of Hate has just 'Neutralized Existence' forever.
[8] Rhys Stevenson from Terrorizer / Wretched Spawn
 
 
MOA WEBZINE: http://moawebzine.blogspot.com/2010/10/recensione-land-of-hate-neutralized.html
 
Provenienti dal Sud Italia,e più precisamente dalla Calabria,i Land Of Hate, dopo il buon Generhate, ritornano sulla scena con l'ottimo "Neutralized Existence",vero e proprio album contenente 9 pezzi. Il genere proposto resta il death metal,ma rispetto al precedente lavoro,i passi in avanti sono notevoli, a cominciare con una produzione davvero soddisfacente. La band ha acquisito anche una maggiore personalità, che in pezzi come la title-track o "The Torment" risulta più che evidente. Ferocia e ritmiche serrate sono un marchio di fabbrica per questa ottima realtà Calabrese,oltre che una cattiveria e conoscenza del genere che risulta decisiva nell'amalgama dei pezzi. "Neutralized Existence" è un album che si lascia ascoltare facilmente,e questo è senza ombra di dubbio un merito della band che in pezzi come "Extreme Violence" dimostra tutta la loro voglia di spaccare i culi. Sicuramente un album per gli amanti del genere,ma un ascolto lo consiglio anche a tutti coloro sono avvezzi a sonorità più estreme. 
 
VOTO: 7/10
 
 
METAL MANIAC MAGAZINE SETTEMBRE 2010:
 
Negli anni settanta c'era "Dalla Cina con furore" (o col furgone,nelle deviazioni ironiche della faccenda).
Oggi invece il viaggio dei Land Of Hate è al contrario e si sposta anche un pò più in là,perchè la band parte da Catanzaro e si accomoda su etichetta Koreana.Nel mondo globale succede anche questo.
Al terzo lavoro,ma il primo sulla lunga distanza dopo vari ep e split, il quintetto non modifica di una virgola l'assalto che ha nel sangue, lanciandosi in otto tracce di un puro e velenoso thrash/death contaminato dagli anni 80.
Niente sofisticati tecnicismi qua dentro,solo la voglia di distruggere tutto con la forza di riff nervosi e ritmo che bombarda.
Come un samurai che avanza con occhi iniettati di sangue, i Land Of Hate muovono violenti e aggressivi, trovando nella voce carica di Marko la guida di un attacco primitivo e tagliente.
Poco meno di mezz'ora (come 'Reign In Blood' degli Slayer) e tutto l'odio del mondo.
Voto:7
 
 
SILENT SCREAM WEBZINE: http://www.silentscreamzine.com/ReviewShow.asp?ReviewsID=8146
 
I calabresi Land Of Hate realizzano, con questo loro primo full-length, quello che può essere considerato un vero e proprio tributo alla musica estrema degli anni ottanta. Lontani dagli sviluppi ipertecnici che il genere ha assunto nei novanta, i Land Of Hate sono vicini all'approccio possiamo dire europeo: brani molto diretti che risentono pesantemente dei primi lavori di Slayer e Sodom, atmosfere sulfuree e malsane che tanto sanno di doom a tratti, per un impasto che tanto mi ha ricordato gli Asphyx più furiosi. In un contesto del genere sarebbe facile risultare noiosi, ed invece non è così; perchè il gruppo italiano può vantare delle buonissime abilità compositive, quelle che fanno sì che anche il passaggio già sentito risulti gradevole, che fanno funzionare stilemi vecchi di venti anni e passa. I riff sono belli, gli intrecci ben assortiti tra accelerazioni e groove, le parti vocali ben bilanciate tra screaming e growling. Non è il disco che rivoluzionerà il genere, però ammazza che divertimento!
 
 
ERASKOR: http://www.eraskor.com/blog/recensioni/land-of-hate-%E2%80%93-neutralized-existence-infernal-kaos-productions-2009/
 
La Calabria è la regione che ha portato le maggiori soddisfazioni in ambito musicale underground (senza nulla togliere alle altre ndr). Mi ritrovo a recensire l’ennesima band che spacca come non mai, Land Of Hate, gruppo proveniente da Catanzaro che suona un thrash-death diretto, dai suoni sporchi e minimali, un mix perfetto direi.
Otto tracks tracciate da chitarre robuste, taglienti, dai suoni grassi  e rocciosi fino all’osso, una batteria che pesta di brutto, un basso iper-presente e un vocalist con tanta rabbia da vendere!
Le peculiarità dei cinque calabresi è saper essere pesantissimi passando da mid tempos a sfuriate strabordanti. I temi incentrati sul disagio sociale, imbastardiscono ancor di più il tutto,  rendendo questa scarsa mezzora una bomba sonica. Sono attese grosse soddisfazioni nell’immediato futuro…
 
GRIND ZONE 2/2012:
 
I calabresi Land Of Hate sono l'ennesimo buon gruppo in cui milita Marko Veraldi, ottimo singer che alcuni di voi avranno già sentito nei suoi due altri progetti Uranium 235 e A Buried Existence.  Qui ritroviamo diverse influenze thrash metal, dal sound agli assoli di chitarra ad una certa scelta nella struttura dei brani. Le ritmiche, invece, piuttosto pesanti e ossessive, sono di natura death metal, sviluppato ai minimi livelli, nel senso che la band sembra scegliere una traccia minimale e semplice. Tanto basta ai nostri per dimostrarsi potenti e incisivi, anche se qualche parte più veloce ed estrema avrebbe fatto un'ottima figura all'interno di questo album. Evidentemente la band si sente più sicura sui mid tempo, anche se le accelerazioni non mancano come in "Murderous State". Un ottimo esempio di come i Land Of hate riescano a combinare thrash e death metal è proprio la titletrack, brano ricco di spunti e assai dinamico. L'appunto che si può fare a questa band è che su questa release forse ci sono alcuni brani che sono stati lasciati ad un livello troppo 'primordiale', quando invece ci si poteva lavorare sopra ancora un po', come è stato fatto nella titletrack, appunto. Arricchendo ulteriormente la proposta anche i Land Of Hate faranno parte a buon diritto dei gruppi thrash/death metal migliori della penisola. In soli quattro anni di vita la band non è stata di certo a guardare,riuscendo a realizzare questo lavoro per la Infernal Kaos Productions.
 
 
 
 
THRASH UNIVERSE:
http://thrashuniverse.blogspot.com/2010/04/land-of-hate-neutralized-existence.html
 
..La Calabria.. è una terra che offre alla nostra penisola italiana una delle scene locali più rigogliose, tante sono le bands infatti che meriterebbero maggiore attenzione, ma poche riescono davvero a emergere, seppur nel contesto di media-bassa visibilità che il meridione offre. 
Tra queste, esponenti di spicco sono sicuramente i Land of Hate, da Catanzaro, che han fatto della coerenza la loro bandiera, difficilmente infatti vedrete questa band vendere il culo o scendere a compromessi in cambio di un illusorio successo, e questo non può che essere un attestato di stima verso chi rifiuta in modo deciso i facili percorsi alternativi. , del resto i Kreator insegnano “Servant in Heaven, King in Hell”!
Dopo questa doverosa introduzione arriviamo quindi all’analisi di questo Neutralized Existence, primo full del gruppo, che dal 2005 (anno di nascita) ad ora han sfornato anche 2 EP e 2 Split cd. La dichiarazione d’intenti appare chiara già a partire dalla copertina, inquietante e cattiva, e proprio la cattiveria è l’ingrediente principale dell’album, 8 tracce feroci ma soprattutto cattive, intrise di rabbia, per un thrash death che riporta subito col pensiero ai fasti dei ben noti Sepultura (e qui si intende i Sepultura “storici” non la caricatura che ne ha attualmente preso il posto9 ma anche a gli Obituary.
Neutralized Existence riesce a coinvolgere e colpire grazie a una buona combinazione di feroci parti fulminee e al limite del death con rallentamenti più corposi e cadenzati, il tutto amalgamato con le linee vocali variegate del singer Marco Verardi , il quale alterna un growl catacombale a uno scream swedish style; Gli episodi più convincenti sono senz’altro Minds Devourer bellissimo pezzo (presente anche sulla prossima compilation di Thrash Universe) rabbia, violenza e un pregevolissimo stacco melodico, Extreme Violence che tiene fede al titolo, una potenza inaudita fatta di urla e blast beats vi travolgerà! Da non dimenticare anche Murderous State, potente anatema antistatale che si abbatte convinto sui vostri timpani:
“Travelling through the fear
Fighting the murderous state 
Respect? Is a Lie!
Revolution against your lies!”
Questo Neutralized Existence appare quindi come la prova più che convincente di un gruppo maturo e consapevole delle proprie capacità, chi già li conosce sa che il marchio Land of Hate è una garanzia, chi invece no troverà in quest’album un ottimo motivo per seguire la loro evoluzione o assistere a uno dei loro numerosi show live, supportiamo le bands valide e non i soliti raccomandati del cazzo!
Dalla Calabria con furore!
 
METALLIZED:http://www.metallized.it/recensione.php?id=2944
 
La confraternita dei Calabresi colpisce ancora.
No, non si tratta di nulla di illegale, ma di pesante si, il fatto è che ultimamente la nostra sezione demo ha ospitato alcuni prodotti che, andando a leggere le varie line-up interessate, possono essere ascritte allo stesso giro di musicisti, e parlo di Uranium 235, A Buried Existence, ed ora Land of Hate.
Di loro possiamo (ri)dire che si tratta di una band in un certo senso fedele alla linea, fedele al verbo primigenio del Thrash nell’impianto musicale, estremizzato da un cantato ferocemente in growl e da numerose e compatte accelerazioni di stampo Death.
In questo senso possiamo senza dubbio citare quali punti di riferimento per il loro operato i vecchi Sepultura, senza tralasciare Sodom e Protector.
 
La band si è ritagliata nel corso di questi anni di attività una solida reputazione nel settore underground, (anche estero), basata su alcune prove quadratissime –da sola od in condominio con altre- che, se escludiamo il primo Total Devastation funestato da una qualità di registrazione pessima, hanno sempre soddisfatto chi li segue dai loro inizi.
I Land of Hate trovano ora il modo di proporsi sulla lunga distanza con una prova completa intitolata Neutralized Existence, che non fa che ribadire e consolidare il loro consueto approccio musicale.
Quello che di diverso si può notare è forse una presenza leggermente superiore di mid-times schiacciasassi –ma ovviamente non mancano affatto accelerazioni crudeli – che conferiscono un’aura di solenne potenza al Cd, il tutto unito alle solite tematiche contro lo stato attuale della nostra società.
 
La voce di Marko Veraldi è cattiva come sempre, la sezione ritmica pesta senza ritegno alcuno gestendo senza problemi sia i momenti più calmi, (si fa per dire, ovviamente), sia quelli più marcatamente Death.
Quello che personalmente cercherei di mettere maggiormente a fuoco sono i soli di chitarra, non brutti, ma talvolta più fumosi che concreti, difetto riscontrabile per altro in parecchie uscite di settore, insomma: per conto mio non basta dare l’idea di un solo e basarsi sulla sensazione finale trasmessa all’ascoltatore, bisogna strutturarlo come architettura poggiante sui pilastri della ritmica, ed in questo senso credo che ci siano ancora ampi margini di miglioramento.
 
Neutralized Existance -registrato come di consueto presso i Soundform Studio’s- si basa semplicemente sulla pura rabbia che viene espressa all’ascoltatore senza mezzi termini, in maniera particolare sono Claustrophobic, Murderous State, Neutralized Existance e Extreme Violence a comunicare maggiormente il mood dell’album, in particolare la prima con il suo incedere roccioso ed i due minuti e mezzo scarsi dell’ultima, una vera mazzata assestata dove è sempre meglio non prenderne.
I Land of Hate si muovono su un territorio scomodo, assolutamente fuori (come per la quasi totalità dei generi metal) dal circuito della normale distribuzione, esclusi dalle consuete forme di pubblicità e parzialmente fuori anche dal nostro giro, legati come sono a schemi che alcuni considerano già da tempo superati. 
Tuttavia la band continua imperterrita a proporre quanto ha da dire mutando ben poco del suo stile, in pratica limitandosi fieramente alla sola naturale maturazione ed all’affinamento generale del songwriting, e per questo vanno rispettati.
Per conto mio credo di aver già espresso la mia posizione su di loro, mi limito ad aggiungere la solita, vecchia, inutile nota circa il disinteresse riscontrato in patria da parte delle etichette nazionali che li ha portati ad ottenere attenzione dall’estero, in questo caso dalla Korea e dal Perù (!), ma state tranquilli, niente invettive, niente lunghi discorsi in merito, mi sono stancato anch’io. 
 
 
 
 
NECROSCOPE ZINE(POLAND): 
 
Some weeks I got a big suprise with pack sent to me from South Korea. 
which is exotic metal country to me even!
I've found some original CD's from the label called INFERNAL KAOS prod.
which seems to be professional absolutely!
Here I'm coming with the first review from the label, with band name from... ....Italy....!
Amazing, how the musical underground doesn't known any borders.
be it political or cultural! But let's talk the about the ....LAND.. OF ..HATE....!
They are 4 years ago only. in spite of it they were able to release two split, demo, EP, even VHS video and the full-length debut we are talking about now!
The music performed by Italian could be labeled death/thrash if I would take thing simplest!
Anyway I must warm you on the spot, we have not to do with classical, old fashioned music here, as the term "death/thrash" could suggest you.
I find the ....LAND.. OF ..HATE.... pretty modern band, not only because the sterile. too clear sound.
I mean they use many "modern" riffs in their compositions, those played with characteristic, such psychedelic rhythms.
I can't mention you any suggetion, better known bands, because I don't know such direction.
To be frankly such songs as "The Torment" or "From the Street" are able to irriate me even, it's hard to me to follow such emotionless music.
Sometimes, like in the fragments of "Murderous state" the Italians become closer to familar, brutal music,
when they play simpler and speed tunes, then they are pretty pleasant, closer to classical death metal!
Next tracks like "Mind Devourer", "In the Hands of Destruction"(a bit similar to SLAYER when they slowdown!) or the Title one include some tasty means, tunes too.
like fast, aggressive thrash in the vein of GAMA BOMB or VIOLATOR. so actual biggest hopes the direction.
Thus the album is about contrasts just, average, emotionless fragments are cimbined with some pleasant riffs that show the ....LAND.. OF ..HATE.... aggressivem extreme band even!
I think only the second album will be show us, which face of the band correct, I believe this aggressive, pleasant one!
 
METALDEMONS: http://metaldemons.altervista.org/recensioni/gruppi/landofhate.htm
 
I Land Of Hate sono ormai da considerarsi tra i massimi esponenti della scena estrema calabrese a fronte di una già nutrita discografia (sono attivi solo dal 2005) ed una distribuzione che, a forza di collaborazioni, ha toccato mezzo mondo. Il presente dei Land Of Hate si chiama "Neutralized Existence", quasi un vero e proprio full-lenght di thrash-death furente, teso e dai particolari risvolti rigidi e cadenzati. I miglioramenti sono sempre più evidenti, sia sotto il profilo strettamente compositivo che quello tecnico-esecutivo soprattutto da parte del sempre più bravo singer Marko e della scatenata sezione ritmica. La band sta letteralmente bruciando le tappe e la freschezza di queste songs aggiunta all'impavido piglio da imminente olocausto che marchia a fuoco ogni singola traccia garantisce una qualità musicale superiore alla media. Chitarroni possenti, repentini inserimenti grind e lievi sfumature doom rendono canzoni come "Murderous State", "From the Street", "In the Hands of Destruction", "Extreme Violence" e la stessa title-track capaci di segarti le gambe al primo ascolto grazie anche ad una multiformità che non può più passare inosservata. L'alto livello di scrittura raggiunto e l'inesauribile creatività del gruppo confermano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, le capacità dei Land Of Hate, una piacevole realtà smaniosa di ritagliarsi un ormai legittimo stralcio di celebrità.
Top Song: "From the Street"
 
 
RAW AND WILD:  http://www.rawandwild.com/review/review.php?id=Land+of+Hate
 
:: Land of Hate - Neutralized Existence - (Infernal Kaos Production - 2009)
“Neutralized existence” è un album che si fa riconoscere in un attimo. Violento, duro, con un thrash/death grezzo. I Land of Hate in questo lavoro già dal primo pezzo, “Claustrophobic”, danno avvio a un‘opposizione totale alla società. La rabbia sprigionata da questo brano si nota dall’attacco iniziale di chitarra seguito da una voce grezza e dura. “The Torment”, il secondo pezzo, segue la scia del primo con una voce angosciata ma sempre violenta che sembra quasi tormentata come il titolo fa presagire. Il pezzo che dà il nome all’album, “Neutralized Existence,” è più breve in confronto agli altri. Due minuti e ventisette secondi di velocità, rabbia, riff convinti e una batteria martellante. In conclusione possiamo citare l’ultimo pezzo dell’album “Extreme violence”. Violenza estrema in questo pezzo con riff molto decisi e una conclusione ottima con un assolo che ricorda molto gli Slayer. Un..'ottima performance possiamo dire per questi ragazzi di Catanzaro che hanno ancora molto da dire. Spero che continuino su questa scia.
Voto: 8.5/10
 
 
TIMPANI ALLO SPIEDO:http://timpaniallospiedo.blogspot.com/2010/05/land-of-hate-neutralized-existence-2009.html
 
mercoledì 12 maggio 2010
Land of Hate - "Neutralized Existence" (2009)
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1. INTRODUZIONE.
 
Il primissimo album dei Land of Hate l’ho aspettato sinceramente con tanta impazienza, dopo aver recensito il loro demo “Gener(H)ate” tipo poco più di un anno fa (ovviamente, sto parlando della preistoria della rivista, ossia quando “Timpani Allo Spiedo” veniva pubblicata in versione mail a cadenza “a cazzi”) beccandosi un sonoro 76, lasciandomi così ben sperare per il futuro. E questo futuro mi è finalmente arrivato grazie a Marko, voce del gruppo, che mi ha inviato volontariamente la nuova opera. E minkia se ha fatto bene!
 
2. PRESENTAZIONE ALBUM.
 
“Neutralized Existence”, pubblicato ormai esattamente il primo Agosto dell’anno scorso presso l’apocalittica etichetta coreana Infernal Kaos, è un qualcosa che non si scorda facilmente, l’ennesimo ottimo disco proveniente dalla competitiva e sempre attiva scena calabrese, ed un altro assalto dalla macchina da guerra Land of Hate, che in tale sede hanno dato vita ad 8 pezzi per un totale di quasi 29 minuti di massacro sonoro. Quest’ultimo è più o meno lo stesso espresso nel demo summenzionato, e quindi anche stavolta si troverà un death/thrash metal selvaggio e granitico, dalle tinte pazzescamente apocalittiche, decisamente equilibrato fra parti veloci ed un po’ più lente, e tecnicamente piuttosto semplice (il che non significa che i nostri tecnicamente facciano schifo, anzi). Però, personalmente, avverto, ed in maniera veramente frequente, una pesantezza che ha a che fare più che altro con il metalcore, soprattutto nei tempi medi, prendendo di esso il lato più feroce e militante, ed aspettatevi pure delle svisate nei territori angoscianti del doom. Insomma, riflettendo meglio, per me la musica che ‘sti calabresi suonano è appunto più metalcore che mai. Anche sotto il profilo strutturale loro hanno mantenuto piuttosto imprevedibili le proprie canzoni, contando inoltre un’altra ragione, una specie di novità di cui qua si fa spesso uso, ma è ancora presto per farlo osservare, ergo soffrite in silenzio. Prima di tutto, si segnali che per “imprevedibile” mi riferisco al fatto che da queste parti è bandita, seppur non del tutto, la classica sequenza strofa-ritornello, in cui insomma due passaggi si danno il posto consequenzialmente almeno per 2 volte. Ho scritto “non del tutto” perché in certe canzoni il ritornello è vivo e vegeto, oltre a contare in alcune occasioni massimo 2 soluzioni, che effettivamente si trovano nella condizione sopraindicata, benché solo raramente (un po’ la parte centrale di “The Torment” con il 4 – 5 – 4 – 5; ma soprattutto esemplificativa è la paranoica “Extreme Violence”, brano particolarissimo e perciò lo tratterò più diffusamente più avanti). Rare e piuttosto fragili sono le stesse sequenze di soluzioni che si ripetono identiche nel prosieguo di una canzone, le quali sono di solito fondate su 2 soli passaggi o simili (tranne per “Claustrophobic”, uno in più; “Murderous State”, 4 + stacco; ed “Extreme Violence”) che appaiono sempre e comunque per altrettante volte, e la distanza dalla seconda apparizione rispetto alla prima sembra calcolata quasi esattamente in base a dopo quanto tempo quest’ultima si fa viva appena iniziato il pezzo (“Claustrophobic”, “The Torment”, “Murderous State”, “From the Street”). Ergo, c’è sempre un buon numero di soluzioni (stacchi e pause compresi) che separano i due momenti, a parte “Murderous State” dove c’è solo un passaggio a staccare la ripetizione della sequenza. Quest’ultima è spesso fragile, anche perché può non ripetersi completamente come in precedenza, vuoi per una battuta in più (“Minds Devourer”, dove l’1 viene interessato anziché dalle iniziali 3 da 4 volte) od in meno (“The Torment”, solo che stavolta entrambe le soluzioni vengono sottoposte a tali cambiamenti di programma, e così l’1 dalle ..2 in.. luogo delle 4, mentre la 3 dalle 4 alle 3), vuoi per delle modifiche più propriamente musicali, magari eliminando uno stacco originario (come succede infatti in “The Torment”), vuoi per un assolo (cosa che avviene durante tutte e 4 le battute del secondo passaggio di “In the Hands of Destruction”). In un certo senso in “From the Street” la sequenza intera dovrebbe essere la 2 – 3 – 3 mod., solo che nella sua prima apparizione il 3 viene ripreso dopo aver tirato fuori uno stacco collettivo, mentre nell’ultima apparizione il passaggio di cui sopra viene effettivamente variato presentando tra l’altro un numero diverso di battute (le iniziali 2 e le finali 4) – insomma, ho beccato 3 situazioni diverse in un colpo solo! Parlando adesso più specificatamente del numero di soluzioni usato dai Land of Hate, loro ne presentano se non erro dalle 4 (“In the Hands of Destruction”) alle 7 (“The Torment”), ma a quanto pare il gruppo ama il numero 5, perché 5 sono i passaggi prediletti per altrettanti pezzi (“Claustrophobic”, “Murderous State”, “Neutralized Existence”, “From the Street”, “Extreme Violence”. Se ci fate caso, queste canzoni, non so per coincidenza o meno, coincidono con i numeri 1, 3, 5, 6 ed 8, ovviamente nella cosiddetta tracklist dell’album…sono idiota o anche questa disposizione ha i suoi buoni messaggi subliminali?). Ma quella novità nel discorso prettamente strutturale della musica dei 5 calabresi è rintracciabile a mio parere proprio nell’utilizzo delle battute che interessano le varie soluzioni, che qualche riga addietro ho già fatto implicitamente osservare. Infatti, se si fa attenzione, nei primi 4 pezzi non sono affatto rari i passaggi che vengono ripetuti per un numero pari di 3 battute (e ciò soprattutto in “The Torment” e “Minds Devourer”), mentre meno frequentemente in una. Mi sembra quasi che i Land of Hate in tal modo vogliano trasmettere ancora di più un’angoscia determinata dall’imprevedibilità malefica della società, e di conseguenza dei potenti di turno, i quali rappresentano il vero e proprio parto della prima, così indifferente e cieca. Curiosamente però, le battute, oltre a quelle rappresentate dal numero 3, che si sentono qui in giro sono le seguenti: 1 (“Claustrophobic”, “Murderous State” e “Minds Devourer”), 2 e 4 (queste ultime due sono le più usate, come tradizione comanda) ed 8 (“The Torment” e “Minds Devourer”), e quindi si predilige un lavoro dinamico, a tratti isterico, che mi rimanda ad un forte desiderio di libertà seppur “macchiato” dai monotoni ingranaggi del sistema, che alle volte vengono piegati, se non spezzati, mentre in altre occasioni gustano un trionfo che in pratica non si può più debellare (a tal proposito è esemplificativa “Extreme Violence”). Tale forte desiderio di libertà viene però ulteriormente aumentato se si pensa che i Land of Hate non mi paiono amare particolarmente le modificazioni ad una stessa soluzione, ed infatti, se non sbaglio, nella maggior parte dei pezzi i passaggi che si trovano in questa data situazione sono in misura minore rispetto a quelli, come dire, “vergini”. Comunque, alle volte può capitare, come per la soluzione n°3 di “The Torment”, che una venga modificata in modo piuttosto anomalo, nel senso che, come nel caso appena considerato, dapprima il basso, durante la seconda parte del riff di chitarra, crea una propria personale linea, ma successivamente, nel 3 mod., sono le stesse asce che riprendono, sempre in quel momento, la linea di basso! A mio avviso, è veramente encomiabile il fatto di non “nascondersi” dietro le variazioni ad una stessa soluzione, come a voler rappresentare una rabbia che agisce in modo sempre diverso di fronte alle più differenti assurde situazioni (negativamente fantasiose) della disonestà e dell’ingiustizia. Faccio notare infine, che per quanto il discorso strutturale sia abbastanza imprevedibile (a parte certe riprese di sequenze di passaggi più o meno fisse), i momenti iniziali di un pezzo di solito non lo sono affatto. Infatti, si consideri che in ogni episodio dell’album, quando la voce inizia ad eruttare la prima strofa la struttura è sempre rappresentata da un generico schema del tipo 1 – 2 – 1 (“generico” perché la maggior parte delle volte si tratta delle soluzioni 3 e 4, ma curiosamente senza presentare dei “salti” tra l’una e l’altra), eccezion fatta per “The Torment”, dove invece il paesaggio strutturale è un più complesso ma alla fine quasi circolare 1 - 1 mod. – 2 – 1.
 
Parlando adesso più propriamente della produzione di “Neutralized Existence”, essa mi è veramente molto piaciuta, dato che tutti gli strumenti sono stati ben bilanciati fra di loro, soprattutto lode al basso che finalmente è sbucato fuori dalla sua “tana” che a mio parere lo teneva abbastanza rinchiuso nei meandri di “Gener(H)ate”. Inoltre, apocalittici e spesso freddi come sono i Land of Hate, la produzione è stata orientata secondo me giustamente entro frequenze decisamente altine e quasi assordanti. C’è però una considerazione da fare: se nel demo sopraccitato le chitarre erano di solito non poco soffocate, seppellite dal resto degli strumenti, trasmettendo così, almeno per me com’è ovvio, maggiormente quell’aura di assurdo di cui i testi del gruppo si fanno principali portavoce, nell’album credo abbiano perso un pochetto una tale piacevolissima caratteristica, anche se per fortuna il suono è sempre abbastanza sporco, marcio e genuino. Tra l’altro non si scordi che questa cosiddetta “aura di assurdo” l’hanno ricompensata attraverso delle scelte stilistiche dolorose e sferraglianti (come appunto l’uso delle 3 battute trattate in precedenza).
 
3. ANALISI STRUMENTI.
 
Adesso andiamo ad analizzare più da vicino i differenti strumenti che popolano l’universo dei Land of Hate, partendo come solito dalla voce.
Quest’ultima, opera di Marko, si attesta secondo me, come ormai tradizione di questo cantante, su ottimi livelli, caratterizzati dalle sue inconfondibili urla grosse e straziate, che ogni volta mi sembrano delle declamazioni a lottare, la voglia perenne di non inchinarsi di fronte a nessuno (se non all’amore ricevuto dai propri cari), avendo fra l’altro un’intensità che mi ricorda molto volentieri quella del metalcore, e da dei grugniti piuttosto bassi e marci, i quali se non sbaglio vengono usati più adesso che in passato, anche grazie ad un aspetto utilizzato già prima e di cui parlerò fra poco. Tali grugniti li assocerei comunque agli anfratti più disgustosi e vili dell’essere umano, anfratti popolati da oscure ed invisibili presenze che incitano un uomo a macchiarsi dei crimini più nefasti possibili, ed a desiderare (e qualche volta ad ottenere) il potere, così da sottomettere, per falsi bisogni materiali, ed attraverso astratte elucubrazioni di superiorità, il volere della gente. C’è però una specie di novità (o almeno credo che lo sia), rappresentata da delle urla più alte del solito, che mi hanno ricordato quelle di moltissimi gruppi brutal, specialmente moderni come i Lividity ed i Waco Jesus, e che aggiunge a parer mio un’onta di follia al tutto, seppur modesta dato che tale tipo di vocalizzi da queste parti è molto raro da sentire (sentitevi a questo proposito l’introduzione di “Claustrophobic”). Per quanto mi riguarda, sono ottime anche le linee vocali, abbastanza fantasiose e se non erro cambiano pure a seconda del tipo di voce utilizzato, così, per esempio, da essere squartati vivi dalle bestiali ed isteriche linee dei grugniti in “Minds Devourers”. Fra l’altro, esse sono aiutate moltissimo dalle numerose sovraincisioni, mai così presenti nel discorso musicale dei nostri. Sovraincisioni urla/grugniti quasi continue, e che possono sembrare qualcosa come la lotta eterna fra la giustizia disperata e la follia cieca, oppure credo che possano rappresentare la complessità del mondo cosiddetto civile, il quale risulta intrappolato dalle praticamente infinite “magagne” burocratiche che lo popolano, impedendo così spesso l’affermazione di una giustizia vera e propria. In tal modo, il tutto diventa a mio avviso molto pesante ed asfittico, grazie a quelle diverse sovraincisioni che quasi non donano tregua, anche se mi chiedo soltanto come sia riuscito dopo tutto questo tempo il gruppo a rispettarle, almeno in minima parte, direttamente dal vivo. Rispetto invece a “Gener(H)ate” l’effetto d’eco, che aggiungeva secondo me all’insieme un’umanità sempre distrutta e stanca nei secoli, se non erro lo riesco a beccare soltanto proprio durante le urla dell’introduzione di “Claustrophobic”, tra l’altro in maniera non esattamente secca e lontana, dato che alla fine l’eco cerca di sovrapporre il secondo urlo con il primo.
 
Le chitarre mi paiono invece decisamente più fantasiose che in passato, nonostante siano ancora piuttosto semplici sia tecnicamente che strutturalmente, ma stavolta avverto pure una ricchezza d’influenze maggiore e da apprezzare veramente tanto, anch’esse in grado di dare una dinamicità che probabilmente mancava nel demo più volte citato, pur mantenendo la stessa riconoscibilissima impronta. A dispetto però della digeribilità dei vari riffs che compongono l’universo straziante e straziato dei 5 calabresi, la melodia, come solito, è quasi assente, benché, come si vedrà, qualche esempio per fortuna non manca. Comunque, quando si va veloci, le varie soluzioni chitarristiche ad esempio vanno da crudi assalti thrash (come in “Claustrophobic”), che talvolta sanno essere perfino grooveggianti e gracchianti, quasi come fosse una conseguenza di quintali di birra bevuti a forza (“Neutralized Existence”), ad isterici colpi di arma da fuoco che mi sanno più di death (come nella parte centrale di “From the Street”), magari disegnando, con follia omicida, ricami che utilizzano vertiginosamente sia le corde più basse che per un tempo decisamente minore quelle più alte (sentitevi a tal proposito “The Torment” e “Neutralized Existence”), oppure distruzioni di massa più dinamiche, che personalmente hanno ricordato altresì molto gli spagnoli brutallari Apocalyptic (sempre in “Neutralized Existence”). In altre occasioni invece, seppur si tratti sempre di riffs tremendamente duri, il paesaggio sonico può divenire melodico ma dai tratti amari, disperati, senza nessuna speranza (“Minds Devourers”), oppure dal sapore più epico e monumentale, dai toni quasi blackeggianti (“Extreme Violence”). Quando i tempi rallentano le chitarre si fanno a mio parere maggiormente metalcore, estrapolandone da questo una certa fiera durezza guerrafondaia che sa di militante, ma niente paura che anche in tal caso sono co-padroni della situazione anche la varietà e la fantasia. Ascoltatevi a questo proposito l’incubo brutal “grattugiato” di “Minds Devourers”, le inquietanti dissonanze death, quasi l’annuncio di una morte stridente perché apparentemente splendente è la società in cui si vive (“The Torment”), oppure le impazzite fughe sulle note più alte sempre di “Minds Devourers”, il quasi beffardo thrash di “From the Street”, od ancora lo sludge di “Claustrophobic”, dilatatissimo e persino un po’ melodico, come melodico ma non troppo è anche il doom di “Murderous State”, come invece lo è interamente quello triste e rassegnato di “In the Hands of Destruction”. Le nostre due asce hanno però aggiunto al proprio carniere pure le cosiddette sovrapposizioni di riffs, che comunque non sono poi così frequenti, ma è da notare il fatto che quando c’è la chitarra solista questa intesse ad ogni modo dei motivi piuttosto differenti da quelli della propria compagna, pur dimostrandosi decisamente semplice e senza pretese anch’essa. Curiosamente, i suoi interventi sono ogni volta rintracciabili durante i tempi medio-lenti dal riffing abbastanza melodico, come per sopperire alla mancanza data dalla furia disperata e forse un po’ cinica della voce, magari esprimendosi attraverso arpeggi pieni di desolazione e morte (“The Torment”). Eppure qui a mio parere i nostri hanno in un certo senso “toppato”, dato che nella stessa “The Torment” ed in “In the Hands of Destruction” c’è una soluzione solista che se non sbaglio è praticamente identica, minimalista ed acuta, sì efficace ma in fin dei conti già sentita. Gli arrangiamenti di questo tipo, come osservato in precedenza, sono pochissimi (ce n’è qualcheduno pure in “From the Street”) e brevissimi, preferendo quindi un impatto collettivo, come a voler rappresentare idealmente l’importanza dell’unità che fa la forza. Nonostante tale ultima considerazione, neanche gli assoli non mancano, ed anche in questa sede c’è qualcosa di cambiato, ma stavolta non nella quantità maggiore di solismi rispetto a “Gener(H)ate” che più o meno è la stessa. Sto parlando infatti delle diverse melodie usate, in quanto prima le chitarre da questo punto di vista erano molto più cattive ed isteriche e di marca thrasheggiante, seppur qualcosa di simile ci sia benché in maniera abbastanza diversa (“In the Hands of Destruction”). In quest’album, gli assoli sono melodici, dinamici (e qua i Land of Hate non si sono spostati di una virgola da quello che in passato hanno offerto), soffrono ma non lo fanno pesare, e talvolta sono come ammantati di una fragile speranza, “fragile” anche perché, come in “Minds Devourers”, essa va in contrasto con le danze asfissianti e lentissime, guidate maggiormente dalla batteria. Un altro aspetto interessante è che gli assoli stavolta non sono da considerare poi così brevi, almeno solitamente, passando così dalle 2 battute di quello di “Minds Devourers”, alle 8 di “The Torment”, ergo si può dire che abbiano acquisito un’importanza maggiore (quello ancora non citato è presente in “Claustrophobic”). Da segnalare inoltre che curiosamente i solismi si presentano quasi sempre nei momenti finali di un pezzo, tranne però in “The Torment” dove si fa vivo più o meno nella parte centrale, e forse proprio perché rappresentano il massimo momento di sofferenza (o di azione come secondo me può esserlo quello di “In the Hands of Destruction”, gestito tra l’altro a mio avviso benissimo dato che si presenta subito durante una brusca e pesantissima accelerazione così da colpire con brutalità pazzesca l’ascoltatore), cosa che aumenta ulteriormente se si pensa che solitamente essi ci sono nei tempi medi, come frammenti vivi di un’umanità stanca.
 
Considero splendido pure il lavoro del basso, che riesce meravigliosamente ad indurire tutto l’insieme anche grazie a delle linee che aggiungono qualcosa in più alla musica, un qualcosa di terrificante ma terribilmente semplice, un po’ come è la violenza, quindi non aspettatevi dei ricami virtuosi. Ascoltatevi in tal senso “Claustrophobic”, “The Torment” e “Minds Devourers”. Ho una particolare predilezione specialmente per la seconda, dove il basso, nonostante tutto, in certi punti, attraverso il suo incedere terremotante ma “calmo”, guida persino le chitarre, come già osservato durante l’analisi della struttura dei pezzi, dimostrando così un’importanza del basso piuttosto vitale per il prosieguo delle canzoni.
 
Tremendi (ovviamente in senso positivo) sono i tonfi di una batteria mai così furiosa per i Land of Hate. Infatti, Attila, pur mantenendo il suo stile tonante e quasi meccanico, e quindi paurosamente privo di qualsivoglia variazione durante i vari ritmi, si è reso a mio avviso decisamente più completo così da proporre per esempio dei devastanti blast-beats (beh, più o meno) come in “Extreme Violence”, oppure una rifinitura dei tempi veloci, sempre pesantissimi, in modo da presentarli in maniera meno meccanizzata, benché le variazioni se non sbaglio colpiscano quasi sempre il rullante (come in “Claustrophobic”). Tale piccolo cambiamento lo considero fra l’altro di un’efficacia enorme, dato che così viene trasmessa maggiormente una violenza che viene scoperta in tutta la sua vera brutalità, un tipo di violenza la quale talvolta si esprime in un certo senso in modo elegante, per esempio tramite la televisione con quella masnada di pubblicità. E’ una violenza che sa anche di caos, come ci viene sputato spesso dal traffico urbano oppure dalla vita di tutti i giorni che inghiotte molte persone in una spaventosa ansia dai ritmi vertiginosi, vita resa impossibile non poche volte. Ma paradossalmente nei tempi più lenti, i ritmi divengono più assurdi in quanto non sono affatto dinamici, nel senso che si ripetono così come sono per tutto il tempo, un po’ come a rispecchiare una vita da servi che ogni giorno è sempre la stessa, senza nessuna variazione di sorta, mentalmente uccisa anche con l’abitudine. Ed è tutto ciò che mi fa paura del lavoro di Attila, eppure i ritmi solitamente sono lineari e con una buona frequenza pure piacevolmente grooveggianti, forse per rappresentare un qualcosa di vivo e speranzoso nascosto negli anfratti più oscuri di una mente apparentemente irrecuperabile seppur bombardata continuamente e resa cieca. Per far capire ulteriormente l’importanza acquisita dalla batteria nella musica del gruppo basti pensare al numero quasi esorbitante degli stacchi ad essa attribuiti, e praticamente non ce n’è uno in soli 2 pezzi, ossia “The Torment” e “Minds Devourers” (brano introdotto da uno spezzone che presumo sia stato preso direttamente dal G8 genovese, anche perché si sente quell’ormai tristemente famoso “assassini!” urlato contro le forze di polizia che osarono caricare un gruppo di manifestanti pacifici, dopodiché l’introduzione strettamente musicale, brevissima ma violentissima, viene affidata proprio ad Attila). Devo però dire che da questo punto di vista non credo che venga presentata poi così tanta varietà di soluzioni, visto e considerato che il charleston, seppur in modo efficace ed intensissimo, è stato usato forse fin troppo, e sempre e comunque allo stesso modo (“Murderous State”, “From the Street” e “In the Hands of Destruction”). Inoltre, c’è un altro aspetto a doppio taglio di cui qui secondo me si abusa non poco, ma per ora mi limito ad una tale semplice considerazione per meglio trattarlo prossimamente.
 
4. NEI MEANDRI DI “NEUTRALIZED EXISTENCE”.
 
Adesso è il momento di parlare di un brano a mio parere decisamente inusuale per i Land of Hate, ossia curiosamente lo stesso che dà il titolo all’album. Esso dura soltanto all’incirca 2 minuti e 20 ed è l’unico episodio che si concentra maggiormente sui tempi veloci, i quali stavolta sono basati molto su un groove assassino sui cui si posano i riffs più “allegri” dell’opera, anche se penso non lo siano affatto. Infatti, penso che tale apparente allegria coincida con il titolo del brano, facendomi quindi immaginare una persona che è contenta e felice della vita bombardata che fa e dell’operato di tutti gli uomini di stato, soprattutto di quelli collusi con la mafia. Se ciò si mischia con alcuni ritmi della batteria che mi sanno tanto di speed metal, pure perché talvolta c’è quella classica doppia cassa “ad elicottero” tipica di tale genere, la frittata è bella ch’è fatta! Infatti, è come se questi momenti più fluidi e lineari volessero dire che la persona di cui sopra creda che tutto vada bene, che non ci sia nessun ostacolo alla vita sua e del proprio paese, e che i governatori che tanto rispetta fossero gli uomini più puliti del mondo. Eccola, l’esistenza neutralizzata, peccato che è tutta realtà. Ritornando agli aspetti più formali del pezzo, la sua struttura se non sbaglio è la seguente: introduzione chitarra – 1 – 2 – 1 – brevissimo stacco collettivo – 3 – pausa – 3 – stacco di batteria – 4 – 1 – 2 – 4 – 5 – chiusura di chitarra. Devo far notare che la chiusura è affidata allo stesso violentissimo riff dell’introduzione. Inoltre, mi è piaciuto molto anche il senso strategico di questa canzone, dato che in scaletta è stata messa come quinta, in grado quindi a mio avviso di dare un certo “riposo ballabile” e più digeribile all’ascoltatore, suddividendo (beh, oddio…) così l’opera.
 
5. L’OLOCAUSTO DI “EXTREME VIOLENCE”.
 
Ma il pezzo che mi ha più entusiasmato è stata una vera e propria sorpresa per me, anche perché dimostra che i Land of Hate sanno meravigliosamente differenziare ogni loro brano, senza stravolgere poi così tanto il proprio suono. Se non lo avete capito, sto prendendo di mira “Extreme Violence”, l’epitaffio dell’album, l’estasi della morte su questo mondo, la paranoia maxima ed infernale che ha sottomesso ogni coscienza, l’Apocalisse di tutto, probabilmente anche l’ira di dio sull’umanità. Perché sto dicendo tutto questo? Perché “Extreme Violence” promette letteralmente, potenziandolo mille e mille volte, nessuna pietà fin dal proprio titolo. E’ un qualcosa che ingabbia l’ascoltatore, almeno personalmente com’è ovvio, è un qualcosa che lo soffoca proponendo delle soluzioni che vengono riprese quasi continuamente ma entro brevi assalti nervosi però mai veramente veloci, come a voler rappresentare l’ira inquietante ma elegante di dio, un mare in tempesta che non si ferma praticamente mai, nessuna pausa, solo una grandiosa intensità che si conclude nell’olocausto globale del finale, rappresentato da un assolo piuttosto melodico ma terribile, e da un riff spaventosamente monumentale e da una batteria che erutta velocità sostenute ma non troppo. Ed il tutto finisce, la musica si ferma bruscamente come se dio avesse rinnegato il proprio amore per l’uomo, stufo di amare l’odio personificato. Eccovi pronta la struttura della canzone, facendo attenzione che lo stacco di batteria riprende in pratica la parte finale ritmica del 2, senza quindi fermarsi: 1 – 2 – 3 – 2 – 3 – 2 – 3 – 4 – 4 mod. – 4 – 4 mod. – 4 – 2 – stacco di batteria – 2 – 3 – 2 – 3 – 5 – stacco collettivo – 1 – 2 – 3 – 2 – 3 – assolo (4 – 4 mod. – 4). Ottimo episodio, viste le considerazioni di cui sopra, facendo così finire “Neutralized Existence” in maniera cinica ed apocalittica, diversamente da “Gener(H)ate” che nel finale mi faceva avvertire un senso di epicismo, ergo di lotta.
 
6. ALTRI DIFETTUCCI.
 
C’è però a mio parere qualcos’altro che non mi è poi così piaciuto, ed il primo aspetto da trattare riguarda il modo con cui spesso viene concluso un brano. Infatti, addirittura in “Claustrophobic”, 3° e “Minds Devourers” tutto finisce attraverso un tempo lento ripetuto ossessivamente fino a che la batteria presenti una doppia cassa la quale, seppur la considero piuttosto efficace facendomi immaginare una lenta tortura che pian piano diventa sempre più intensa e brutale, viene usata probabilmente fin troppo per concludere un episodio, anche perché una simile tecnica usata in questo modo mi pare quasi elementare, troppo semplice da seguire. Insomma, dopo gli stacci di charleston, ecco un altro pregio diventato un difetto!
 
Inoltre, bisogna spendere qualche parola anche riguardo la cosiddetta fuga di “From the Street”, fuga introdotta prima da una pausa e poi da qualche menta rapida sul rullante, utile secondo me a prevedere una coltellata death distruttiva e su tempi velocissimi, che dopo 4 battute dà il posto ad un metalcore un pochino particolare, soprattutto perché c’è un ritmo di batteria seghettato ma non continuo e fluido, contando in aggiunta pure un riffing quasi schizzato. Tale fuga finisce, e così si ripresenta un’altra pausa con annessi leggeri piatti, in modo da ritornare al 2, ossia uno dei temi principali del brano. Ora, sarò antico e senza senso, ma il fatto di aver proposto questa fuga tra due stacchi, tra cui l’ultimo non mi sembra poi così efficace ed intenso, credo spezzetti un po’ troppo il pezzo facendo sviluppare quindi una mini-canzone, la quale viene spezzata a mio avviso in maniera non esattamente fluida. Penso infatti che si poteva unire il 5 mod. direttamente con il 2, magari con qualcosa nel mezzo che non faccia perdere l’attenzione dell’ascoltatore, almeno personalmente certo.
 
7. CONCLUSIONI.
 
E siamo alla fine pure di questa rece. Che dire? I Land of Hate a parer mio sono cresciuti veramente in poco tempo rispetto all’opera da me continuamente presa come punto di riferimento principale, perfezionando il proprio crudo stile sonoro e tra l’altro anche con molte caratteristiche strutturali da prendere in seria considerazione, non ultima la capacità di partorire canzoni quasi senza stacchi e pause (come “The Torment” e “Minds Devourers”), così da massacrare ulteriormente i timpani dell’ascoltatore, e pure offrendole di non precisamente lineari, benché non mi pare di essere dentro territori da questo punto di vista tecnici e/o progressivi, visto per esempio l’abuso della doppia cassa per il finale dei pezzi. Ma qual è il punto di forza del gruppo in “Neutralized Existence”? La scelta mi è stata difficile dato che qui la qualità abbonda, ma alla fine penso che esso sia rappresentato da tutte quelle piccole novità e perfezionamenti che i Land of Hate hanno compiuto sul proprio suono, abili anche in grado non solo di aggiungere quel tocco di classe in più, ma capaci pure di aumentare notevolmente la dose di dolore che “Gener(H)ate” già mi trasmetteva. Qualsiasi altra parola si spreca
 
 
 
GROOVEBOX: http://www.groovebox.it/testorece.asp?Titolo=909
 
I nostrani Land Of Hate arrivano da Catanzaro e con il loro nuovo album "Neutralized Existence" ci piazzano una mazzata tra capo e collo a suon di death e thrash creando un muro sonoro che pare un amalgama tra Slayer e Cannibal Corpse. Gli otto episodi che compongono l'album sono un concentrato di puro assalto sonoro dove strumentalmente, come già detto in apertura spesso si strizza l'occhio alle influenze slayeriane (The Torment e Murderous State) mentre per quanto riguarda le melodie si passa spesso dallo stile Cannibal Corpse a quello più tipico del black metal (a tratti mi è tornato in mente pure Burzum). Buona la prova di Marko alla voce, come del resto anche quella del resto della band che si mostra compatta e dotata di buona tecnica individuale. L'unica nota dolente di questo Neutralized Existence pare essere la produzione ma forse solo perchè ormai siamo abituati a produzioni ultra pompate e pulite e non siamo più portati a sentire quel tipico sound grezzo che fa molto anni ottanta e novanta. Tutto sommato i Land Of Hate hanno dato alle stampe un buon prodotto, in grado di sfamare chi è alla perenne ricerca di musica violenta e trita sassi e sopratutto dotato dei mezzi necessari per farsi notare al di fuori dei nostri confini, che per un gruppo del genere è di fondamentale importanza.
Autore: UnderD 
Voto: 7